In occasione dei 180 anni di attività della nostra ditta abbiamo deciso di proporre alla nostra clientela una selezione di “gran cru” del tè iniziando dal Giappone.

La storia del tè in Giappone inizia nel IX secolo e furono, probabilmente, i monaci buddisti Kūkai e Saichō (scuole buddiste cinesi) i primi a portare i semi di tè in Giappone.

Il tè divenne una bevanda popolare nel XII secolo quando, nella prefettura UJI.

Lo shogun Ashikaga Yoshimitsu, promosse la coltivazione del tè verde, e, grazie alla sua posizione strategica, nei pressi di Kyoto, diventò la prima regione a produrlo in quantità rilevanti.

Nei secoli XIII e XIV, periodo di quasi totale isolamento del Giappone dal resto del mondo (periodo buio), la cultura del tè in Giappone iniziò a sviluppare caratteri indipendenti da quella cinese, sia nelle tecniche di produzione, che nell’arte di prepararlo e berlo.

Alcune delle tecniche di produzione nate in questo periodo sono ancora oggi, nelle loro diverse evoluzioni, caratteristiche fondamentali dei tè giapponesi e solo di questi.

Nella produzione di tutti i tè giapponesi, raramente, il prodotto finito è composto da un solo raccolto, in genere si tratta di blend di diversi raccolti, di produttori diversi e anche di epoche di raccolta o lavorazione diverse.

 

Fukamushicha ( , tè a vapore profondo)  è un tè verde giapponese che viene “stabilizzato” (cotto) a vapore, per un tempo più lungo rispetto a quello che è considerato normale (i cinesi, invece, effettuano questa operazione con il calore, normalmente in wok).  La cottura viene eseguita, subito dopo la raccolta, per bloccare l’ossidazione delle foglie.  

Normalmente, il processo di cottura a vapore dura da circa 30 secondi a 1 minuto, e il tè risultante è chiamato futsuumushicha (普通 , tè al vapore normale). Al contrario, fukamushicha viene cotto a vapore per più di 1 o 2 minuti.

La tecnica fukamushi può essere utilizzata con diverse foglie di tè giapponese, sencha, gyokuro e persino di bancha . Quando ciò accade, il nome ottiene il prefisso fukamushi, ad esempio fukamushi genmaicha ( ).

Tuttavia, la maggior parte delle volte è fukamushi sencha ( 煎茶

 

Teiere Kyusu   Nessun testo alternativo automatico disponibile.

semplice oggetti che rappresenta una cultura, una raffinatezza, una tradizione nel curare i dettagli, semplice ma complessa come una teiera KYUSU, studiata per i tè verdi giapponesi, in foglia.

Da noi potete trovare i tè giapponesi originali ma ora vi parliamo delle teiere Kyusu

Kyūsu: letteralmente teiera, è il connubio tra ergonomia e materiale di produzione che porta una nuova dimensione nella preparazione, nel consumo e nella somministrazione del tè ma soprattutto nel gusto.

La teiera Kyusu (急 須) è la tradizionale teiera giapponese per la preparazione del tè verde.
Ha avuto origine nell'antica Cina ed è fatta principalmente di argilla cotta (argilla vulcanica di altissima qualità).
Normalmente il suo volume varia tra 150 e 450 ml e proviene dalla regione di Tokonamé. Ci sono tre varianti di Kyusu:

Manico laterale: yokode kyūsu (横 手 急 須), il modello più comune
Manico sul retro: ushirodé kyūsu (後手 急 須),
Manico alto: uwadé kyūsu (上手 急 須). 

Le kyusu di Tokoname sono generalmente fatte a mano, con terreno argilloso ricco di minerali che proviene da regioni vulcaniche e sono particolarmente apprezzate per l'effetto positivo che hanno sul sapore del tè verde.
Nonostante il loro prezzo elevato, gli appassionati ed esperti del tè verde non esitano a comprarle perché il piacere di infondere il tè verde in questo eccezionale oggetto è maggiore del ricordo del prezzo pagato.
La teiera Kyusu, se trattata bene, forma, col tempo, una patina al suo interno e il tè in essa preparato guadagna in qualità.

TEA TREE OIL

(Olio di Melaleuca alternifolia – olio di Manuka – olio di Kanuka)

 

Da molti anni sono conosciute le proprietà dell’Olio di Melaleuca alternifolia, originario dell’Australia, commercialmente conosciuto come tea tree oil, è necessario però specificare che con questo stesso nome si indicano anche altri due oli essenziali ricavati da specifiche piante, sempre della famiglia delle Myrtacee, originarie però della Nuova Zelanda: la Leptosperma scoparium (J.R e G. Forst) il cui O.E. è conosciuto commercialmente col nome di olio di Manuka e la Kunzea ericoides conosciuto come olio di Kanuka (A.Rich. e J. Thompson)

 

Il nome comune di tea tree si riferisce all’uso che venne fatto delle foglie di questi ed altri alberi nel diciottesimo secolo, durante le esplorazioni dell’Australia e della Nuova Zelanda del Capitano Cook e dai primi coloni per confezionare bevande in sostituzione del tè che, dovendo essere importato dalla Cina, era molto costoso e di reperimento difficile o quantomeno incostante.

 

Il Manuka ed il Kanuka crescono spontaneamente e sono molto diffusi in tutte e due le isole della Nuova Zelanda, la raccolta delle foglie, per la produzione dell’O.E., viene fatta quindi sullo spontaneo ed essendo l’estrazione eseguita tramite distillazione in corrente di vapore, senza l’impiego quindi di solventi, è garantita una biologicità di fatto del prodotto finito.

 

Il tè in giappone                           

Il più vecchio ed affidabile testo relativo al tè in Giappone lo troviamo nel “NIHON KOKI”  (uno dei sei libri storici giapponesi). In un passaggio viene descritto come il monaco buddista Eichuu offre il tè all’ impe- ratore Saga , 52º imperatore del Giappone.  Regnò dall'809 all'823. A quel tempo il tè era una rarità.

Il tè diventò più popolare durante il periodo Kamakura (1185-1333)  grazie al monaco buddista Yosai.

Il tè bevuto in quel periodo era molto simile a quello che oggi chiamiamo matcha mentre il Secnha cominciò ad essere usato durante il periodo Edo e in breve tempo diventò popolare.

Le regioni che producono tè in Giappone sono: Shizuoka, conosciuta per avere il monte Fuji, Kagoshima, Kyoto, Kyushu, Nagasaki, Saga.

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